URGE UN VOTO DI VASTITA’

– Partiamo con una esortazione.

Motto valido soprattutto per i giovani: urge un voto di vastità.

Questa geniale invenzione linguistica non è mia, la  prendo a prestito da Alessandro Bergonzoni. In qualità di umile porgitore di senso vorrei veicolare questa intrigante espressione che in tre parole “voto di vastità” scardina il laccio emostatico che predispone le vostre vite  all’inniezione quotidiana del restringimento del punto di vista.

Voi che vi state avvicinando al mondo del lavoro venite disorientati da una società che mostra di gradire i soldatini ubbidienti, a cui viene chiesto di  accedere al posto di guardia portando a compimento l’esecuzione di ordini da  non discutere.

Ma al tempo stesso, anche se non lo ammette, quella stessa società necessita di innovazione, inventiva, creazioni originali per prosperare, pur avendo instillato in tutti i modi il virus del conformismo.

– Cosa intendo per voto di vastità.

Tutti sanno che il destino del soldato è morire, di violenza o d’inedia.  E’ per questo che a scoccorrere voi giovani arriva appunto il voto di vastità. Inteso come apertura mentale che travalica le artefatte barriere delle “razze”, delle nazionalità, dei pregiudizi. Che vi fa immedesimare nei panni dell’altro, avvicinare alle differenze di cultura, di lingua, di immaginario di cui appunto gli “altri”sono portatori.

– La falsa minaccia dell’invasione.

Siamo stati noi occidentali ad invadere militarmente l’Africa, l’America e l’Oriente, non viceversa. Eppure accade quotidianamente che il movimento migratorio attuale venga spacciato per invasione. Se vi fate convincere da questo clima securitario e diventate tutti poliziotti che chiedono il passaporto al prossimo, anzichè incuriosirvi ed apprendere le loro differenze, non sarete in grado di apportare novità. Non si tratta di farsi dominare dal portato culturale dell’altro, ma di farsi contaminare per rielaborarne il valore nelle chiavi che vi sono proprie.

L’isolamento non può che perpretare l’identico, mentre è la condivisione l’unica via che apporta novità e progresso. Ascoltare le sirene ossessive dell’autarchia oggi tanto in voga vi attirerà nella trappola asfittica dello scoglio circondato dal mare dell’ignoranza.

– Praticare il viaggio interculturale per allargare gli orizzonti.

Abbiate il coraggio e l’astuzia di Ulisse. Legatevi all’albero della nave per non cedere alla seduzione del canto che declama la purezza originaria che ha orrore della ricchezza di vedute, e continuate il viaggio di conoscenza per libererarvi dalla costrizione delle maschere identitarie.

Nutritevi di ampie aperture internazionali, siate ispiratori di meraviglie come i frequentatori della via della seta di un tempo. Perchè in questo mondo globale così interconnesso le chiavi di volta sono: velocità, novità, invenzione, varietà, bellezza.

– Pericolosità dei recinti.

Vi vogliono poliglotti ma allo stesso tempo restii all’incontro potenzialmente portatore di minacce e pericoli (con chi poi dovreste parlare queste lingue non si capisce). Senza pensare che è proprio la propaganda di chi propugna il recinto escludente il pericolo maggiore. Le pecore si rinchiudono nei recinti per sfruttarne la lana o macellarle a Pasqua, non gli esseri umani.

D’altronde, quale brand non vorrebbe nelle proprie fila un giovane appassionato del mondo, portatore di nuovi orizzonti, curiosità e ricette meticce capaci di soddisfare le diverse esigenze di milioni di utenti sparsi in tutto il globo?

Perciò in verità, in verità vi dico: crescete e contaminatevi. Siate voi i portatori del cambiamento. Vi lascio con un video esortativo come tutto il tenore di questo post. Buona visione.

 

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