SAN FRANCISCO NON CAPIVA LE SUE STRADE

 

 

 

 

San Francisco non capiva le sue strade perchè a volte salivano altre scendevano, al punto che sembrava non sapessero dove andare, che per delle strade è un pò il colmo.

Il loro su e giù le faceva somigliare a tante gobbe di cammello difficili da percorrere perchè quando scendevi scendevi ma in quanto a salire era dura. Per questo erano solcate dai binari del tram, per rendere il saliscendi abbordabile senza che ti venisse l’asma ogni volta.

Pure lei SAN FRANCISCO sconsigliava la bicicletta a meno che tu non fossi Fausto Coppi, che per salire lui si che saliva, saliva eccome, e quando si trattava di scendere non si lasciava pregare. Voglio dire non è che dovevi metterti a mani giunte per convincerlo. No, affatto.

Se vedeva una discesa lui abbassava le mani sulla curva del manubrio, inclinava la testa verso il basso per fendere meglio l’aria e si buttava giù a manetta. Unica precauzione qualche foglio di giornale sotto la maglietta a mezze maniche perchè a quella velocità potevi prenderti la bronchite.

Poi lo sappiamo  tutti che è stato sfortunato perché ha preso in pieno una zanzara quella volta che andò in Africa e da lì non s’è più ripreso. Magari se restava a fare su e giù per le strade di SAN FRANCISCO si salvava.

Chissà se pure il suo rivale ha macinato chilometri sulle gobbe di SAN FRANCISCO. Ma si avete capito quello dal naso triste come una salita e gli occhi allegri da italiano in gita. Quello per cui gli uomini pur di vederlo spuntare dalla curva aspettavano imperterriti sullo stradone impolverato, incuranti dell’invito al cine fatto dalle fidanzate tanto da esclamare “vai, al cine vacci tu!” Si lo so, altri tempi, altri uomini.

A noi non resta che prendere il tram, stando attenti che non si chiami desiderio perchè a quel punto son cavoli amari. Si perché il desiderio da solo non basta. Se desideri un tipo di lavoro piuttosto che un altro devi essere certo che soddisfi un bisogno dell’utente tipo perchè altrimenti il “grano” non lo fai.

Non mi son mica dimenticato della ricerca che stiamo facendo assieme in questo blog. Ti posso rimandare ad uno dei miei post  precedenti per  ricordartelo qualora invece fosse sfuggito a te. Puoi andarti a leggere per esmpio quello che si intitolava, e si intitola ancora adesso (perchè non gli ho cambiato titolo), “MIGRANTI NELLA TEMPESTA  .

Ovvero tu puoi anche andare su e giù per le gobbe di SAN FRANCISCO ma prima o poi devi pur trovarlo uno straccio di lavoro adatto a te. Un lavoro che non ti faccia sentire un imbecille che mette timbri senza senso in un ufficio dove il timbro serve a farti muovere il braccio e poi in sequenza l’avambraccio e la mano fino a imprimere sulla carta uno sbuffo d’inchiostro sbiadito che autorizzi qualcun altro a ricevere una prestazione che in assenza di quell’inchiostro non sarebbe stata erogata.

Ecco, non sono  uscito fuori di senno, ce l’ho ancora bene in mente di cosa parla il mio blog, non fosse altro per il fatto che è il mio. Magari il saliscendi sulle gobbe mi ha fatto venire l’asma ché io ci soffro proprio di fiato corto fin da quando ero bambino, e anche adesso che è passato tanto tempo ci soffro ancora.

Forse perché io stesso, che voglio insegnare agli altri a trovare la collocazione giusta in questo mondo, non ho ancora trovato la mia. Ma puoi sempre imparare dai miei fallimenti. Ti basterà fare esattamente il contrario di quello che ho fatto io e sei a posto. Perché l’avrai capito anche tu che mi piace scrivere, altrimenti non mi sarebbe venuta in mente tutta questa storia di SAN FRANCISCO che non capiva le sue strade.

Ma è una cosa non monetizzabile, a meno che non mi dimostri il contrario. Ecco, facciamo una cosa, se pensi che invece sia monetizzabile ti invito a chiedermi via mail il numero  iban del mio conto corrente bancario per poi mandarmi un bonifico a tua scelta. Il prezzo di questo  post lo decidi tu.

Se invece sei d’acccordo con me sulla sua impossibiltà di generare reddito allora, quanto meno lascia un commento qui sotto, oppure condividi questo articolo sull’account che hai sul tuo social network preferito, così magari qualcun altro  me lo chiede l’iban via mail e ci smentisce entrambi per la gioia delle mie tasche. Mi auguro che questo post buon pro ti faccia.

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