QUANDO HO SPENTO IL TELEVISORE

Quando ho spento il televisore, per sempre, sono successe un sacco di cose. … Intanto quel quadrato di plastica e vetro appeso al muro è diventato un vecchio oggetto  da archeologia industriale. Inutile, con la sua  solitudine da specchio delle mie brame che non avrebbe più risposto alle mie  domande. … Ci sarà il sole domani? … O magari verrà il temporale a movimentare il giorno con il vento e il fulmine all’orizzonte che fa tremare i vetri delle finestre quando il boato ruba la scena al suo bagliore?

Primi benefici.

Ho ritrovato confidenza col mio corpo, acciaccato dall’età che avanza, ma ancora capace di dire la sua. E le mie mani, che vanno avanti sui tasti del computer, mentre la musica delicata di un pianoforte  invade la stanza dalle casse del pc. … Niente più invasioni di stupidi conduttori, venditori di amenità a buon mercato. Niente telegiornali con le cattive notizie sempre pronte a torturarti, a riempirti di pensieri negativi.

Altri benefici.

Quando ho spento il televisore, per sempre, ho goduto del silenzio più assoluto mentre consumavo le mie cene frugali, le sere al ritorno dal lavoro.  A tenermi  compagnia l’abbaiare del cane del vicino, quelle volte che  gli andava di giocare a difendere il territorio, o il ticchettio della pioggia quando le nuvole decidevano di liberarsi del loro fardello grigio scuro. E poi sono arrivate le scorribande su  internet in cerca di musiche adatte a me o film su youtube, per distrarmi un pò.

A volte si fanno incontri strani su youtube. Ricordo quella sera  che vidi un film giapponese sul mio smartphone, sdraiato sul mio letto, prima di dormire. Un insegnante di Tokyo in gita si addormenta nel deserto e perde il treno con cui fare ritorno a casa. Un vecchio del vicino villaggio lo attira in un tranello. Gli offre un alloggio dove passare la notte e l’uomo si trova catapultato in una situazione assurda.

Finisce imprigionato, insieme a una donna, in una casa costruita in mezzo a dune altissime da cui sembra impossibile fuggire.  In più è costretto a spalare sabbia ogni  giorno per impedire di esserne sommerso. La cosa più angosciante è che quando riesce a trovare finalmente il modo di scappare eludendo la sorveglianza dei suoi carcerieri, avendo smarrito ormai ogni collegamento col la sua famiglia, il suo lavoro, il mondo esterno, decide di ritornare nella fossa tra le dune a spalare sabbia fino all’ultimo dei suoi giorni.

Quando l’ho raccontato ai miei colleghi durante la pausa pranzo devono avermi preso per matto. Soprattutto perché il film era in lingua originale e io ero stato capace di vederlo fino alla fine. Per loro era una follia.

Ultimo beneficio.

Un’altra  cosa che è successa quando ho spento  il televisore, per sempre, oltre a praticare l’hobby della pittura come ho già detto nel post precedente intitolato DIVENTA CHI VERAMENTE SEI , è che ho cominciato a scrivere. Lo facevo anche prima, ma ho intensificato il tempo  dedicato alla stesura di racconti. Qui di seguito  metto a vostra disposizione il mio ultimo audio racconto. Se vi piace fatemelo sapere con un commento, oppure condividete questo post su un social network utilizzando una delle apposite icone che trovate qui di fianco o all’inizio del post. Vi ringrazio per la vostra attenzione.

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