Migranti nella tempesta

 

La vita, come il mare, è quiete e tempesta e a volte ci capita di essere come i migranti nella tempesta, in balia delle onde con il rischio di esserne travolti.

– Siamo tutti migranti nella tempesta.

Puoi pensare quello che vuoi sui migranti che attraversano il mare a rischio della vita; che vengono ad invaderci e a toglierci il lavoro o ad aggiungere altra criminalità alla  nostra, o a condividere con noi lo stare al mondo nella speranza di una condizione migliore. Ma sbagli se pensi che il loro destino non ci  riguardi tutti da vicino.

Siamo tutti migranti, soprattutto in Italia dove la disoccupazione giovanile tocca il 40% della nostra forza lavoro più promettente. Volenti o nolenti subiamo gli effetti della globalizzazione che, tra l’altro, sposta posti di lavoro in oriente, e quelli dell’innovazione tecnologica che nei prossimi dieci anni trasferirà molte delle mansioni oggi svolte dalle persone a computers e robot.

Se anche tu, come me, sei consapevole che viviamo tutti nella tempesta allora non puoi che accettare il rischio di lottare tra i flutti per non esserne travolto. La crisi economica, ormai strutturale, e deregulation come il Jobs act stanno abolendo quasi del tutto il posto fisso. Allora puoi cedere allo sconforto , alla paura, o reagire.

– Come navigare nella vita.

Non sarà il politico di turno a risolvere problemi di questa natura, ma tu puoi fare molto per te stesso. Puoi soffermarti a riflettere sulle tue passioni, o a permettere che germoglino di nuove, e a seguirle per la creazione di una tua attività lavorativa che ti dia il sostentamento economico di cui hai bisogno.

La rivoluzione digitale ti mette a disposizione innumerevoli strumenti, molti dei quali gratuiti o a basso costo. Puoi completare la formazione che ti manca seguendo online i corsi appropriati. La rete pullula di occasioni di formazione di cui molti di alta qualità.

Questo blog, per esempio, è frutto della mia partecipazione al corso online Jetpack proposto da Marketers di Dario Vignali, di cui accludo qui il link per permetterti di averne delle informazioni.
https://marketers.academy/jetpackgo

– La necessità di specificare un obiettivo.

Insomma, aderire all’imperativo categorico di Socrate (il filosofo, non il calciatore anche perché per quest’ultimo avrei dovuto aggiungere al nome una “s” finale) che diceva appunto “conosci te stesso” non basta. Perché bisogna riuscire a trovare il modo di utilizzare le nostre passioni, le nostre abilità tecniche specialistiche, la nostra cultura generale, la nostra creatività e la nostra intelligenza per offrire un prodotto o un servizio ad una nicchia di utenti che abbiamo individuato con esattezza, e a cui riusciamo a soddisfare un bisogno reale. Altrimenti i nostri sforzi possiamo includerli nella lista della attività ludiche.

Mi riprometto di postare altri articoli in cui cercherò di dare una panoramica più concreta sulle modalità e le occasioni che si possono cogliere in rete per trovare finalmente il proprio modo di stare al mondo. Intanto vi saluto  con una canzone che testimonia la mia vicinanza al migrante che è in ognuno di noi. 

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