L’AUTUNNO ARRIVA LEGGERO COME UN ATTO D’AMORE

 

 

 

 

 

 

L’autunno arriva leggero come un atto d’amore.  Manca un giorno all’equinozio, che è appunto domani domenica 23 settembre 2018 palesandosi esattamente alle 03:54 ora italiana, e l’autunno ci viene incontro alla velocità di 1670 km orari perché  è a questa velocità che stiamo girando  intorno all’asse terrestre per ritrovarci tutti  domani al nuovo sorgere del sole.

Roba da farci girare la testa se solo avessimo dei punti di riferimento posizionati fuori dalla terra a distanza regolare l’uno dall’altro, non ti pare? Immagina per un attimo di stare in sella al tuo cavallino di legno sopra una giostrina e che d’un tratto gli ingranaggi che ne regolano il movimento rotatorio, per magia, imprimano a tutto il meccanismo la stessa velocità a cui la terra gira su se stessa.

Come minimo devi abbracciare con forza il collo dell’animale se non vuoi essere sbalzato fuori dalla forza centrifuga. Ma tranquillo, come vedi l’autunno sta arrivando però non ci butterà fuori dalla giostra, n’è cadremo a terra nonostante non ci sia intorno a noi il collo di un cavallino a cui attaccarci.

– La caduta.

Tuttalpiù a terra ci andranno a finire le foglie degli alberi perché avranno finito il loro ciclo vitale, dopo avere perso la clorofilla avranno cominciato a seccarsi e ingiallire, fino al punto che anche il picciolo che le tiene unite al ramo si seccherà ed alla prima folata di vento le foglie si staccheranno e andranno giù.

Dal punto di vista della foglia questa caduta autunnale potrà sembrarti una specie di morte o se vuoi un vero e proprio fallimento. Fino a poco prima lei era lì sul ramo, flessibile rispetto ai flussi d’aria, ma solida in tutto il suo verde splendore e ci proteggeva dalla calura con la  rinfrescante ombra che proiettava a terra.

Poi arriva l’autunno con la sua inevitabile mesta caduta. Ma se cambi il tuo punto di vista, e guardi la situazione nell’ottica dei cicli della vita, allora ti accorgi che cadendo la foglia concima il terreno sottostante ed aiuta l’albero a prepararsi per un’altra stagione. Quella che, superati i rigori dell’inverno, gli permetterà di rigenerare nuove foglie in primavera.

Tutto questo per dirti di non scoraggiarti di fronte ai fallimenti a cui è possibile che tu vada incontro durante il tuo cammino in questa vita. Detto per inciso non sto augurandoti di incontrare difficoltà ad ogni costo, ma non è detto che troverai la tua strada al primo colpo.

Magari inciamperai in qualche impresa che non andrà come auspicavi, e cadrai, ti farai male, ma è nell’ordine delle cose. La verità è che cresciamo, è vero, ma dentro di noi il bambino (per fortuna) persiste e come i bambini impariamo a stare al mondo sulle nostre gambe inciampando, cadendo e sbucciandoci le ginocchia.

– La rinascita.

Ma come il bambino tu ti rialzerai e con passo magari malfermo riprenderai ad avanzare. L’importante è non avere paura di cadere, non avere paura del dolore, in una parola non avere paura di avere paura. Siamo nati per progredire imparando anche dai nostri stessi errori, e lo  faremo fino all’ultimo dei giorni di cui è fatto questo nostro affascinante viaggio sulla terra.

Buon cammino amico/a mio/a. Ti lascio con un omaggio canoro. Che la mia  voce  possa introdurti con affetto verso l’autunno che arriva.

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