Creatività

– La parabola della creatività.

La creatività è un’attitudine mentale molto presente nel periodo dell’infanzia, e che in genere tende a diminuire notevolmente nell’età adulta.

I motivi di questa perdita progressiva, che avviene per la maggior parte delle persone, dipende da molti fattori quasi tutti riconducibili alla sfera sociale.

A partire dalla famiglia di origine, per passare alla scuola e poi alla sfera delle  amicizie e della società più allargata, il messaggio che circola più spesso è quello di fare affidamento più sulla razionalità e sulla concretezza per determinare le basi su cui costruire il proprio futuro.

– La creatività nei luoghi di lavoro.

Il sentimento dominante anche nei luoghi di lavoro rimanda quasi sempre alla necessità di disciplina nel prendere in carico delle operazioni da svolgere, per poi portarle a compimento in modo pedissequo rispetto agli ordini impartiti.

Questa compressione della capacità creativa diventa maggiore in tutti quei contesti in cui non viene creato un clima in cui i singoli si sentano liberi di esprimere il proprio pensiero, nel caso in cui questo possa essere divergente rispetto a quello della maggioranza del proprio team di lavoro.

– Creatività e innovazione.

Tale atteggiamento generalizzato determina una sensazione di maggior controllo della situazione e del business da parte dei manager aziendali, e scopre però il fianco nel settore della capacità di innovazione da parte delle imprese.

Ciò in quanto l’innovazione potrebbe arrivare anche da collaboratori che non svolgono ruoli nei reparti deputati in modo specifico alla ricerca e sviluppo aziendali, e però l’organizzazione  del processo produttivo non consente l’emergere di pensieri creativi in modo allargato.

La preclusione nei confronti della creatività diventa ancora più forte nei riguardi di un’ipotetica scelta di investimento lavorativo nel campo dell’arte. Essa viene stigmatizzata dai più come un’opzione poco affidabile, se non addirittura destinata a sicuro fallimento.

Ma per le persone che sono, loro malgrado, refrattarie alle pressioni sociali dissuasive rispetto all’attività creativa, sorge il serio problema di come gestire le spinte interiori provenienti da tale sfera, che richiedono la giusta attenzione rispetto alle attività cerebrali di carattere prettamente razionale.

– La necessità del pensiero divergente.

Se se ti va di approfondire il tema del pensiero creativo ti consiglio di vedere il video che riporto qui sotto, che parla di come sia possibile uscire dalla “scatola” della parte logico-razionale della mente, per sperimentare la propria creatività.

Il relatore, pur essendo italiano parla in Inglese, per cui puoi attivare i sottotitoli in Italiano tramite il pulsante a forma di ruota dentata posto nella parte bassa a destra, per poi cliccare su lingua Inglese e scegliere la traduzione automatica andando a selezionare “Italiano”.

– Quale equilibrio tra emisfero destro e sinistro del cervello?

L’ispirazione di trattare questo argomento mi è venuta da un test a cui mi sono sottoposto recentemente. Con mia sorpresa il test ha rivelato che uso con quasi identica percentuale sia l’emisfero sinistro del cervello ( predisposto alla gestione delle attività di calcolo e razionali) che quello destro (depositario delle funzioni di creatività, arte, immaginazione ecc.).

A questo punto ho compreso da dove derivino alcune mie attitudini che mi predispongono sia verso lavori in cui è richiesta logica, razionalità, concretezza ( ne è un esempio il mio post sul “Welfare aziendale” ) sia verso altre attività più prettamente creative.

Se sei curioso di andare a vedere quale sia una delle attività creative che bussano ogni giorno alla mia porta per avere più attenzione, puoi cliccare
su questo link.

 

 

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