Come trovare la propria strada

Trovare la propria strada nella vita non è una cosa semplice, a cui si possa arrivare con qualche stratagemma miracoloso. Occorre un lavoro di lunga lena, è una ricerca interiore che incapperà in diversi ostacoli, fraintendimenti, fallimenti, per poi ricominciare ostinatamente fino a trovare il bandolo della matassa. Però possiamo immaginare un metodo che possa sostenere questa ricerca.

Nel mio articolo del 30 agosto 2018 intitolato “MIGRANTI NELLA TEMPESTA” ho già avuto modo di parlare della necessità di trovare un percorso di crescita personale per definire il nostro modo di stare al mondo, di creare un’attività che dia il sostentamento economico di cui abbiamo bisogno, ragionando intorno alle nostre passioni. Non mi ripeterò sui motivi che ci impongono una scelta di questo tipo perché ne ho già parlato nell’articolo sopra citato, in cui elencavo soprattutto spinte provenienti dai meccanismi macroeconomici legati alla globalizzazione e alla velocissima rivoluzione industriale nell’ambito del mondo digitale e della robotica.

Quello che voglio fare oggi è invece iniziare un percorso insieme che ci faccia ragionare in modo approfondito su quali siano le nostre passioni e quali i modi possibili per far leva su di esse e organizzare un business di successo.

Ne parlavo ieri sera con Maurizio. Lo faccio spesso quando ho qualche pensiero che non mi fa dormire.  Io e Maurizio ci conosciamo da molto tempo, non vi rivelo da quanto per una questione di riservatezza nei suoi confronti, vi basti sapere che si tratta di tanti anni. Troppi. … Comunque vi riporto di seguito la nostra conversazione.

Maurizio: << Ma in pratica come facciamo ad individuare le nostre passioni? >>
Maurizio: << Beh, … basta imparare a guardarsi dentro. Tutto quello che dobbiamo fare è richiamare alla memoria le cose che ci fanno stare bene quando le facciamo e poi, tra queste, riconoscere quelle in cui riusciamo meglio. >>
Maurizio: << Puoi essere più esplicito? >>
Maurizio: << Ecco … per esempio se mi chiedi di svolgere un problema di matematica, fosse anche quello più semplice del tipo … la mamma va al mercato e compra 10 uova, poi strada facendo gliene cadono due … ecc. ecc., ebbene io vorrei tagliarmi le vene piuttosto che provare a risolverlo. Invece se mi chiedi di scrivere  il resoconto di una riunione di lavoro, piuttosto che descrivere un tramonto o inventare di sana pianta il dialogo tra un uomo e una donna che si incontrano per caso in un bar, per me è una pacchia. Non solo mi viene facile, ma la qualità del risultato so già che sarà molto alta. E la cosa che più conta nel farlo è che proverò una gioia incredibile. Hai capito adesso? >>
Maurizio: << Si, adesso è più chiaro.  … Certo. … Però rimane l’altro problema. >>
Maurizio: << Quale? >>
Maurizio: << Una volta che ho capito quali sono le cose che mi appassionano, come faccio a trovare il modo di farle fruttare dal punto di vista economico? >>
Maurizio: << Ottima domanda. Per prima cosa devi cominciare a chiederti cosa potresti realizzare con quelle tue abilità. Ma è un lavoro da fare con calma, senza fretta. … Andiamo per ordine.
1) Devi pensarci per diversi giorni e ogni volta che ti viene un’idea devi annotarla da qualche parte, su un foglio di carta, un quaderno, o una pagina creata con un programma qualsiasi di videoscrittura. Vedrai che dopo alcuni giorni, se senti veramente ineludibile questo tuo cambiamento interiore al punto che ti spingere a trovare finalmente qualcosa di nuovo per te, allora avrai scritto una serie di possibili azioni da intraprendere.
2) Esaurite le possibili variabili devi ragionare a mente fredda, stando bene attento alle sensazioni che avvertirai passando in rassegna le varie ipotesi. Dovrai lasciarti andare, senza alcun irrigidimento mentale. Bisogna riprodurre la stessa sensazione mentale che provano le persone che hanno dimestichezza con l’acqua nel momento in cui fanno il morto a galla nel mare o in piscina. Insomma, la riflessione va fatta con la massima rilassatezza. … Dopo un po che stai pensando ti accorgerai che alcune ipotesi ti sembreranno deboli, mentre altre potrebbe sembrare che abbiano meno difetti e quindi, magari con degli aggiustamenti, potrebbero funzionare.
3) L’operazione descritta al punto 2) potrà dare dei risultati soltanto se impari a fidarti delle sensazioni che provi. Queste non sono altro che messaggi di repulsione o attrazione che ti provengono dall’inconscio, che ragiona sempre per il tuo benessere in base alle conoscenze e alle informazioni a disposizione in quel momento. Perciò dammi retta, lascia fare a lui. Fidati. … Fatto questo avrai scartato alcune ipotesi e te ne saranno rimaste altre. Bene, per ognuna di esse dovrai chiederti: con questo servizio o prodotto, posso risolvere dei problemi del mio cliente ipotetico? Se la risposta è si allora puoi passare al prossimo step.
4) Definisci in modo dettagliato il tuo cliente tipo. Se è maschio, femmina o entrambi i generi; quale è la fascia d’età che potrebbe essere interessata alla soluzione che stai ipotizzando, quale è la sua collocazione geografica, quali sono i lavori che svolge, quale è la sua fascia di reddito che gli possa permettere di comprare il tuo prodotto o servizio.
5) Cerca su internet i tuoi competitor per vedere come hanno organizzato un’idea uguale o simile alla tua. Valuta quali siano i loro punti di forza e quali i punti deboli. Verifica se è un campo di intervento inflazionato oppure c’è invece penuria di proposte sul mercato, domandandoti poi come potresti differenziarti per offrire qualcosa di veramente appetibile per il tuo consumatore tipo.
6) Chiediti infine quali sono le tue competenze attuali che ti possano permettere di portare avanti il tuo progetto e quali invece le competenze che ti mancano, per cominciare a cercare la giusta formazione che ti permetta di acquisirle al meglio.

Ma ora, prima di arrivare all’ultimo step vediamo cosa ne pensa Marco Montemagno, il Ping-YouTube-Pong degli influencer. Guarda come spacca. … Vai Monti!

7) Infine, prima di buttarti a capo fitto in un progetto vedi i percorsi che hanno fatto altri nel tuo campo o in campi limitrofi, per verificare le difficoltà che hanno incontrato e i modi in cui hanno superato i momenti difficili. Non bisogna peccare di presunzione perché dai fallimenti e dai successi degli altri che sono venuti prima di noi possiamo trovare delle lezioni utilissime, che potranno farci risparmiare tempo e danaro.

Ecco, questa è stata la nostra conversazione di ieri sera, dopo la quale ci siamo addormentati entrambi più sereni. Spero che ti sia stata utile per cominciare a chiarirti le idee.

Alla fine di questo articolo, però, mi sento di indicarti uno strumento utile per mettere in pratica lo step numero 7) che ti ho appena descritto. E’ un corso online dal titolo:
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Io l’ho seguito e ti posso garantire che è veramente utile. Se vuoi saperne di più clicca sul seguente link.

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Ultima considerazione: ma porca della miseriaccia, se questo articolo ha almeno alzato un pochino le tue antenne sull’argomento trattato, vuoi lasciarmi un tuo commento qui sotto per favore?! Grazie, e … alla prossima.

2 risposte a “Come trovare la propria strada”

  1. È interessante il tuo nodo di scambiare con il tuo amico e le riflessioni ti toccano vivamente; posso chiederti perché hai chiuso con il ristorante? Ciaa presto.

    1. Ciao Giancarlo, mi fa piacere che il dialogo immaginario con me stesso ti sia piaciuto. Il ristorante, invece, si è dimostrata ben presto una strada per me non percorribile. Non possedevo le competenze specifiche per affrontare le difficoltà del settore e quindi ho lasciato. Da quella esperienza mi è rimasta la passione di dipingere (iniziai per arredare le pareti del locale), e l’insegnamento che vale la pena impegnarsi a fondo soltanto per le cose che conosci a fondo personalmente. Puoi delegare ad altri alcuni aspetti della tua attività, ma il core business deve essere nelle tue corde profonde. Grazie ancora per il tuo messaggio. Buona domenica.

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